MADE IN ITALY

Il settore alimentare cresce 5 volte più velocemente della media italiana: Dove arriva la produzione agricola Made in Italy e come si sposta

Il valore delle esportazioni in campo alimentare è salito dell’83,8%, il doppio del valore globale italiano. Secondo DHL, le cui esportazioni in campo alimentare sono aumentate del 20% nel 2016, si tratta di una tendenza in crescita

Come mostrano i dati, l’alimentare è uno dei settori più importanti del patrimonio culturale italiano su cui l’esportazione italiana può fare affidamento: tra il 2004 e il 2014, il valore delle esportazioni nel settore alimentare è cresciuto dell’83,3%, il doppio dell’intero valore italiano (+46,1%). Nel 2015, grazie anche all'intensa crescita dell’export, il settore alimentare è cresciuto del 4,6%, decisamente molto più dell’economia italiana, che ha fatto finalmente registrare il primo valore positivo (PIL +0,8%) dopo tre anni di risultati negativi. Una tendenza proseguita nel 2016, come dimostrato dalle spedizioni effettuate tramite DHL Global Forwarding in questo settore, che sono infatti cresciute di oltre il 20%.

  • L’Europa si conferma il principale mercato per le esportazioni italiane (Germania e Francia in testa). Al di fuori dell’Europa, il principale mercato estero per l’Italia è rappresentato dagli Stati Uniti, verso cui le esportazioni sono cresciute nello scorso anno del 18%, raggiungendo così la quota del 12% del totale. Anche il mercato russo si rivela essenziale, nonostante il suo calo (-6%) dovuto alle sanzioni e all'embargo sui beni alimentari provenienti dall'Europa. Rispetto agli anni scorsi, tuttavia, è in crescita come per i paesi economicamente emergenti, specialmente quelli asiatici e dell’Est Europa, che contribuiscono maggiormente al tasso di crescita delle esportazioni dei prodotti Made in Italy. In particolare: Taiwan, con un +25% d’importazione dei prodotti alimentari italiani, seguita da Corea del Sud (+20,2%), Israele (+15%), Croazia (+14.6%) e Singapore. Infine, c’è la Cina, dove l’apprezzamento per l’alimentare italiano sale di nuovo al +9,9%.

  •  
    Africa 13%
    America centro meridionale                 -5%
    America settentrionale 18%
    Asia centrale 17%
    Asia orientale 10%
    Europa 5%
    Medio oriente  26%
    Oceania 6%
  • L’80% dell’esportazione italiana è rappresentata da brand industriali prestigiosi e prodotti certificati (Dop, Igp). DHL Global Forwarding, in qualità di agente di trasporto altamente specializzato nelle spedizioni alimentari, ha potuto osservare quattro particolari itinerari del settore alimentare Made in Italy con destinazioni in paesi del mondo fra loro molto diversi. Alcuni esempi:

    • Pesche di Cesena: ogni anno 3.000 tonnellate di frutta snocciolata, come pesche e ciliegie, vengono esportate negli Emirati Arabi Uniti. Quest’anno, dalla sola provincia di Cesena, DHL Global Forwarding ha spedito oltre 30 tonnellate di pesche per via area durante il periodo del Ramadan
    • Gelato fatto a mano di Torino: sembra incredibile, ma il gelato piace anche a Hong Kong. Nel solo mese di giugno, DHL Global Forwarding ne ha spedito oltre 10 tonnellate. In tutto il 2015, sono state spedite 20 tonnellate di gelato dall'Italia
    • Castagne: oltre 150 tonnellate di castagne di Cuneo (corrispondenti a più del 15% della produzione italiana) sono state portate in USA e Canada, considerato che questo tipico frutto autunnale è molto popolare a New York
    • Mele: oltre 500 container (10.000 tonnellate) di mele del Trentino hanno raggiunto gli Emirati Arabi Uniti e il Senegal
    • Succo d’arancia: oltre 2.000 tonnellate di succo congelato sono state spedite dalla Sicilia in Giappone, USA, Australia e Cina
    • Mozzarella e burro: fino a oggi sono state spedite dalla Campania con destinazione Cina, Giappone ed Emirati Arabi Uniti oltre 1.000 tonnellate, ma il mercato è in crescita grazie alle soluzioni refrigerate
  • Il trasporto aereo rappresenta un mezzo di trasporto insostituibile per prodotti deperibili come quelli alimentari: è questo l’unico modo possibile per gustare un gelato a Hong Kong con lo stesso identico sapore di quelli che si trovano in Italia. E questo il motivo per cui DHL Global Forwarding ha creato strutture all'avanguardia con quattro sedi principali (Milano, Roma, Napoli e Venezia) e il relativo personale dedicato, cross docking per la spedizione di beni deperibili, che vengono congelate all'interno di magazzini a temperatura controllata (-20°C; +2/+8°C e +15/+25°C), oltre ad occuparsi delle procedura di dogana.

    Sono diversi i fattori (ad esempio le temperature, l’umidità, le vibrazioni, la luminosità) che possono avere impatto sul prodotto durante il trasporto dall'Italia fino alla destinazione finale: è da questi fattori che dipende la conservazione del valore aggiunto del Made in Italy. Il trasporto, se non eseguito correttamente, può produrre significative variazioni di temperature (anche di 40° C): le temperature estreme possono determinare la distruzione/degradazione dei prodotti, il che non solo comporterebbe perdite economiche, ma anche un danno all'immagine dell’intero settore agricolo Made in Italy. Se è possibile mangiare le pesche della Romagna a Dubai o la vera mozzarella a New York, è anche merito della corretta gestione del prodotto durante il trasporto aereo.

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